domenica 29 marzo 2009

I mostri oggi



Al contrario di Mereghetti, non penso che I mostri oggi, pur con tutte le differenze con le due pellicole antecedenti del filone, perda quella forza amara che contraddistingueva gli episodi dei film con Tognazzi e Gassman mattatori assoluiti, in coppia o in assolo alternato. Buonista, ma con sorprese; alcune vicende, in effetti, rasentano il patetico, e questo soprattutto per merito dell’intensità tragicomica di un rinfrancato Giorgio Panariello: apprezzabile nella parte dell’investito che, in Malconcio, continua a strascinarsi sull’asfalto con le forze residue per recuperare la scarpa perduta, e addirittura memorabile in Ragazze in fiore come papà impiegato alla Poste che, al cinema, si fa attirare alla toilette da una ragazza che in realtà punta solo al suo portafogli. L’episodio più cattivo è invece quello della seduta psicanalitica a cui un Bisio povero marito depresso si sottopone nello studio della grande specialista di turno, col volto di Angela Finocchiaro: specialista, che in realtà si era già messa d’accordo con la moglie di quello, per cucinargli una diagnosi che lo induca al suicidio (Terapia d'urto). Per il resto, Bisio, come Abatantuono, appare piuttosto convenzionale; meglio Buccirosso, che è sempre una garanzia, anche se non oltrepassa mai i limiti del buon caratterista, e anche la Ferilli è sempre la solita generosa Ferilli, non solo di forme: è visibile, anzi, la sua volontà di applicarsi virzianamente ad una gamma neorealista di soggetti che dipingono l’”italiana media” di oggi, in bilico tra opportunità di cronanca, difficoltà quotidiane e frizioni coniugali. Una delle sue donne condivide la parentesi lirica di Neri Marcorè, nella ministoria dedicata alla felicità dei sognatori a basso reddito, Euro più euro meno.
I richiami al capostipite del 1963 non sono certo pochi: Unico grande amore riecheggia il finale spregevolmente fulminante di Che vitaccia, Padri e figli ridefinisce il triangolo di Come un padre nei termini del rapporto padre-figlio e vi innesta la tematica attuale dell’omosessualità, e Razza superiore si ispira vagamente a Presa per la vita. Nel Panariello bagnino non si può non rivedere, poi, il volto di qualche Tognazzi dolente.

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