lunedì 21 febbraio 2011

Il misterioso totem di piazza Bilotti





E’ in tutto simile ad un lettore o ad un cellulare mp3 Samsung. Ha perfino il logo stampato sotto il display. E sul suo retro è visibile un’etichetta che è la copia perfetta di quelle con le specifiche di produzione. Addirittura emette suoni, come si può facilmente verificare accostandovisi, e riproduce uno stesso video quasi a ruota continua. Ma è alto quanto un uomo e si erge sul marciapiede est di piazza Bilotti, per chi viene da corso Fera: proprio all’altezza della fermata degli autobus. Stiamo parlando della curiosa installazione che sta dirimpetto alla mole possente del Bifrontale di Consagra. I negozianti dei paraggi affermano che si trova lì pressappoco da fine maggio-inizio giugno 2010, e che non si tratta di un’opera “in incognito” del Museo all’Aperto, bensì di un “totem” (cioè un cartellone elettronico) dell’Amaco per i pullman: non appena sarà a pieno regime, aggiunge uno dei conducenti del 55 davanti ad un secondo, identico, collocato a piazza Mancini, sul suo schermo si leggeranno gli orari delle partenze dei bus. Ciò che in effetti è avvenuto alla fine di luglio.
Dunque si tratta di un’opera dell’Amaco; ma serve solo a dare informazioni sulla sua rete di trasporti? Ne abbiamo parlato con Danilo Schiumerini, titolare della Datajet di Rende e consulente tecnico-informatico dell’azienda. Da lui scopriamo che la funzione dell’oggetto in realtà è duplice: sfruttando una tecnologia satellitare sviluppata da una società di Lugano, la COM.TEK (fondata 1999), ramificata anche in Italia, funzionerà da un lato come pannello ad uso dei passeggeri dei bus, direttamente collegato ad un server del centro, dall’altro come bacheca per messaggi istituzionali e di utilità civica, anche in forma di video. La cassa cela un computer, montato dietro al monitor, in realtà un televisore vero e proprio riadattato, e un condizionatore, in grado di leggere la temperatura esterna corrente e di regolarsi di conseguenza.
Il suo assemblaggio e la sua installazione sono opera di una ditta di software di Palmi, la Golem, nata nel 1994. A chi si deve l’idea di questa forma così accattivante? "In realtà se sono griffati Samsung è perché è stata proprio la Samsung a realizzarne il design – spiega il responsabile in capo del progetto, l’ing. Roberto Recordare – e a fornire i pezzi per la loro costruzione". Dunque i nostri oggetti misteriosi sembrano essere stati concepiti dalla mente di un progettista sudcoreano talmente affezionato ad un YP-K3 o ad un P2 da farne una versione riadattata da piazza, ad un tempo installazione elettronica e monumento alla tecnologia moderna.
(agosto 2010)

2 commenti:

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