lunedì 19 dicembre 2016

Ciro a Napoli

Questo testo in origine era stato scritto per farne un video su YouTube. In attesa di registrarlo, lo propongo qui.  



Vi siete mai chiesti perché il nome Ciro è tanto diffuso a Napoli e nel territorio circostante? C’entra qualcosa il fondatore dell’impero persiano? Naturalmente no. La cirofilia partenopea è legata al culto di un santo martire egiziano, san Ciro appunto. Questi era un medico, nato ad Alessandria nel III sec., il quale offriva visite gratuite ai pazienti. Alle prime avvisaglie della persecuzione dioclezianea, Ciro mosse dal suo paese verso il deserto arabico, divenendo uno dei pionieri del movimento eremitico. Tuttavia, giunta la campagna imperiale anti-cristiana al suo zenit, Ciro preferì tornare nella sua patria, e si stabilì più precisamente a Canopo, dove la locale comunità cristiana stava soffrendo le pene maggiori.  A Canopo venne presto individuato e catturato dalle autorità romane, che lo condannarono a morte per mezzo di atroci supplizi.

Secoli dopo la sua morte, le sue spoglie vennero traslate in Italia. Sostarono prima a Roma, poi trovarono sistemazione a Napoli, nella chiesa del Gesù Nuovo (XVIII secolo). Da lì il culto di san Ciro, anche grazie all’opera del gesuita san Francesco de Geronimo, che ne propagandò in giro per il regno di Napoli l’immagine di santo guaritore, si estese in tutto il Meridione, principalmente nell’area campano-apula, con sconfinamenti fino a Bologna e Novara. Patrono di due comuni alle porte di Napoli (Portici e Vico Equense) oltre che di Nocera Superiore, san Ciro non fa parte della lista dei patroni del capoluogo partenopeo: ciò però non impedisce che il nome Ciro sia molto gradito a Napoli in sede battesimale, e se la giochi egregiamente con Gennaro. Questo si spiega col fatto che, se è vero che il vescovo di Benevento divenne il protettore della città poiché le sue spoglie arrivarono a Napoli prestissimo, sin dal V sec. d.C., è anche vero che già a quel tempo in città una forma di venerazione nei confronti di san Ciro era ben presente, grazie ai mercanti alessandrini che in onore suo e del suo compagno di persecuzione, san Giovanni alessandrino, avevano anche costruito un tempio. In effetti, si può supporre, se le spoglie di san Ciro fossero arrivate a Napoli prima di quelle di san Gennaro, forse la storia sacra della città vesuviana sarebbe cambiata.   

Nessun commento:

Posta un commento