domenica 18 giugno 2017

I 10 principi della leadership

       
       Prendi una decisione e non tornare indietro.
Bisogna riflettere molto su una decisione da prendere, e prendersi tutto il tempo che serve. Ma una volta che si è deciso, non ci si deve più guardare alle spalle. Il leader non bandisce l’attenta valutazione dei pro e dei contro, bandisce il pentimento. Ricordate Hernán Cortés e la sua decisione di far bruciare le navi della sua flotta: senza nessuna scusa per poter tornare indietro, i suoi soldati potevano scegliere tra dare tutto quello che avevano per conquistare l’impero azteco o, semplicemente, morire.    
 Parla in modo autorevole.
Il leader evita in ogni modo di ricorrere a espressioni volgari, anche nella forma di intercalari, perché sa che di norma tradiscono uno stato di debolezza o di cattivo umore. Per esprimere condanna o sdegno o disapprovazione, è meglio ricorrere ad efficaci arcaismi o a circonlocuzioni affondanti o a spiazzanti neologismi: il latino e soprattutto il greco sono una miniera di strumenti per creare parole nuove. In alternativa, è meglio affidarsi a citazioni letterarie o filosofiche.
Mettiti alla prova nelle situazioni critiche.   
Sbagliare è inesorabile, e lo è soprattutto nei grandi cimenti impegnativi che non si sono mai tentati prima. Spesso si dice che chi vuole arrivare più in alto degli altri deve almeno provare a fare quello che gli altri non vogliono fare: quindi il leader non deve mai rinunciare a mettersi in gioco nelle situazioni più difficoltose, in primo luogo perché si acquisisce quantomeno la prima esperienza necessaria per ritentarle in modo più efficace, in secondo luogo perché è un ottimo test per misurare i propri limiti. E un’occasione per allargarli.  
 Padroneggia la paura.  
La frase più bella contro la paura l’ha detta Gabriel Byrne nel ruolo di Cristoforo Colombo, nello sceneggiato Rai di Alberto Lattuada: “Non esistono mostri all’infuori di noi”. La paura è frutto o di un’immaginazione frastornata da cattive visioni (come quando siamo appena reduci dalla visione di un film horror) o dalle cattive parole che ci vengono dette da altri (racconti impressionanti, previsioni catastrofiche etc.). In questo caso il leader deve avere la forza di attuare il processo inverso a quello del sognatore: deve cioè passare dal credere che il sogno è meglio della realtà a convincersi che la realtà è meglio del sogno. Un sogno, anche un bellissimo sogno, può essere inquinato da un singolo elemento impressionale e immediatamente si trasforma in un incubo. Nella realtà, invece, per cambiare le cose in meglio quasi sempre basta muoversi e scegliere di fare un gesto motivato.
Coltiva relazioni di sostanza.
Spesso si dice che l’amore non ha età: vale anche per le amicizie. L’amicizia dovrebbe badare, più che alla compatibilità anagrafica o ambientale, a quella psicologica, interiore, ideale. All’affinità esistenziale e di esperienze. Dal momento che nella vita i conoscenti saranno sempre più numerosi degli amici, è quanto mai importante poter contare su un certo numero di persone che, condividendo le tue visioni e le tue speranze,riconoscendosi nel tuo vissuto e nelle tue difficoltà, sapranno garantirti sempre un appoggio incondizionato o potranno offrirti un rifugio nei momenti negativi. E basta anche un solo amico per fare la differenza nella vita. Ecco perché il vero leader non si tira indietro nell’entrare in contatto con persone in cui possa percepire una comunanza di sentimenti.
  Credi in te stesso, abbi stima negli altri o apprezzali.
La parola chiave è disponibilità. Se hai fiducia nelle tue capacità, in modo sereno e senza i veleni di invidie e complessi di inferiorità, sarai disponibile a riconoscere anche le capacità degli altri. C’è di più: in alcune persone riconoscerai facilmente dei modelli, da cui poter imparare di più, e quindi ad esse andrà la tua stima, il massimo grado dell’apprezzamento umano. Il vero leader sa riconoscere i leader all’infuori di lui.
Se perdi un’occasione, recupera creandola.
Molto spesso sentiamo dire che le occasioni buone vanno colte al volo, perché non si ripresenteranno nella vita. In verità la storia di ognuno è fatta di vagonate di occasioni perse, e anche a distanza di parecchio tempo l’una dall’altra. Quindi il problema non è che le occasioni non si ripresentano: le occasioni si ripresentano e anche in abbondanza, il problema è che a combinarle è il caso, che non ha mai i nostri stessi programmi. L’ideale sarebbe quindi programmarle da noi le occasioni, e si può fare, con la pianificazione. La pianificazione è lo strumento con cui il leader sottrae al caso il controllo dell’industria delle opportunità.   
Non essere snob, ma qualitativo.  
Lo snobismo è un atteggiamento culturale che è in realtà un’auto-limitazione, e all’origine ha un complesso di inferiorità irrisolto. Si manifesta come un preconcetto di esclusione nei confronti di determinate cose. Il vero leader invece non può permettersi di escludere niente; deve avere un’informazione di base su tutto, dopodiché, una volta valutati esattamente gli aspetti interessanti e quelli inutili, procedere alla selezione. Il principio è quello di non privarsi della conoscenza o dell’esperienza di alcunché, ma di serbare di tutto solo ciò che ha veramente qualità e significato. Probabilmente, però, l’unico vero limite a fare un’esperienza è determinato dal gusto o dall’interesse personali (il principio del mi piace/non mi piace): la cosa migliore, quindi, è provare a fare sempre qualcosa di nuovo nell’ambito di quel che piace.
  Piacevole è vincente
Sappiamo tutti che sono le abitudini che caratterizzano la qualità di una vita, e che le buone abitudini spesso sono ardue da assumere, mentre le cattive abitudini si lasciano abbracciare con più facilità. Anche in questo caso, bisogna ricordarsi che chi vuole arrivare in alto deve fare ciò che i più non si sentono di fare. In questo testo non si vuole entrare nel merito di quali siano le buone e le cattive abitudini: ci limitiamo a dire che ciò che fa il leader è calcolare nel lungo periodo. All’inizio una buona abitudine è quasi sempre detestabile, pesante, ingrata, ma poi, a lungo andare, una volta trovata la chiave per gestirla, dà soddisfazioni e migliora la vita. La cattiva abitudine, invece, ti accoglie subito a braccia aperte con uno smagliante sorriso, ma poi, dopo averla a lungo praticata, la paghi a caro prezzo senza aver acquisito nessuna utilità. La vera sfida è addomesticare il toro che porta fortuna e prosperità nella tua vita e, da indomito avversario, trasformarlo in un compagno di vita prezioso e divertente. Tutto ciò che serve per vincere nella vita è avere l’ostinazione di bonificare un sentiero impraticabile e renderlo una piacevole passeggiata.
 Non accettare limiti che tu stesso non debba importi.

Ricorderete la frase che Will Smith rivolgeva al figlio nel film La ricerca della felicità: “Se qualcuno non sa fare una cosa, dice a te che non sai farla”. In effetti, non bisognerebbe mai desistere dal fare qualcosa se prima non si è valutata direttamente la sua effettiva impossibilità. Spesso, poi, il primo tentativo è ingannevole, quindi bisogna ritentare più volte. E se il sistema normalmente praticato non funziona, ci si può sempre ingegnare per trovarne uno alternativo. Alla fine di tutto, non è disdicevole rinunciare qualora si sia giunti alla convinzione, autonoma e personale, che una certa soluzione non è, al momento, reperibile nella gamma di possibilità in proprio possesso. La parola chiave è al momento: chi ha fiducia nelle proprie capacità, infatti, quasi sicuramente, in un secondo momento, ci riproverà. Diverso è il discorso per chi non si è convinto da solo, ma si è lasciato convincere da altri dell’impossibilità di poter fare una cosa:  in questo caso il “non si può fare” suona, a livello psicologico, come una specie di divieto, che uccide la motivazione a ritentare. Il vero leader, invece, sa perfettamente che non c’è nulla di impossibile, ma che a volte esistono percorsi di fattibilità molto complicati ed estenuanti: e chi ha rinunciato a incamminarvisi si dà pace mettendo dei cartelli per dare l’alt.

Lo stesso articolo sarà presto riproposto su YouTube sotto forma di video.   

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