venerdì 7 luglio 2017

Le regine del mare


La Superba, o la Dominante. La Serenissima. La città della Carta e della Bussola. La città della Torre Pendente. Stiamo parlando delle quattro repubbliche marinare italiane, almeno le quattro più importanti: Genova, Venezia, Amalfi e Pisa. Ce n’erano anche altre, però, e precisamente Ancona, Gaeta, Ragusa, oggi non più appartenente allo stato italiano (parliamo infatti dell’attuale Dubrovnik in Croazia), e Noli, oggi in provincia di Savona.
Dal punto di vista politico, tutte le repubbliche marinare erano sostanzialmente delle oligarchie che vedevano al vertice un alto magistrato affiancato da un’assemblea di notabili. La massima carica dello Stato a Venezia veniva chiamato doge, corruzione fonetica della parola duca: questo deriva evidentemente dal fatto che Venezia si sviluppò come ducato indipendente in epoca bizantina. A Genova e a Pisa si parlava invece di consoli, in quanto esse furono  prima di tutto liberi comuni e poi  repubbliche marinare. I prefetti o comites erano poi i massimi magistrati amalfitani, i rettori quelli di Ragusa e i podestà quelli di Noli. Ad Ancona governava un collegio di sei anziani, A partire dal XVI secolo, comunque, anche a Genova si parla di dogi, parola che, per estensione, viene utilizzata talvolta altresì per indicare i massimi magistrati pisani, e a maggior ragione quelli di Amalfi, quando la città campana da libera repubblica si trasformò in ducato.  Gaeta invece fu un ducato fin dall’inizio della sua storia di repubblica del mare, anche se per una certa stagione i magistrati al vertice si chiamarono consoli.
Dal punto di vista bellico-espansionistico, le repubbliche marinare più attive furono certamente quelle di Venezia, Pisa e Genova. Venezia creò un vero e proprio impero che comprendeva l’Italia nord-orientale, l’Istria, la Dalmazia, le isole greche dello Ionio, l’Acaia, il Peloponneso, Creta, Cipro e i porti del Mediterraneo Orientale. All’origine della sua fortuna c’è senz’altro la validità della sua flotta nel fronteggiare la piaga della pirateria al fianco delle navi bizantine. Come vis utilis crebbe anche la potenza pisana,  a beneficio del regno normanno di Sicilia: nelle acque del Sud Pisa si avvalse della decisiva partnership con Amalfi. Ma il suo apogeo Pisa lo conobbe nella stagione di collaborazione con Genova, che portò alla penetrazione in Sardegna e in Corsica  e a una grande e decisiva vittoria contro i Saraceni nel 1016. Poi, fatalmente, la collaborazione divenne rivalità e a farne le spese fu proprio Pisa: la battaglia della Meloria del 1284 segno il tracollo della città toscana e il definitivo decollo di quella ligure, che nel frattempo si era espansa nel Mediterraneo occidentale e si era già messa in competizione con Venezia sui mercati orientali. Proprio tra Venezia e Genova si ebbe una dura resa dei conti nel 1298 nelle acque dell’isola croata di Curzola: “sul campo”, per così dire, la vittoria fu genovese, ma nei fatti fu un pareggio che consentì tanto all’una quanto all’altra di proseguire in una “guerra fredda”destinata a durare fino a quando entrambe declinarono. C’è comunque da notare la sostanziale “venezianizzazione” di Genova negli ultimi  secoli della sua storia della repubblica marinara: abbiamo già detto che i suoi principali magistrati assunsero la stessa definizione di quelli di Venezia, e per di più Genova arrivò ad adottare lo stesso epiteto della città lagunare, Serenissima.  

Vis utilis in chiave anti-musulmana, ma senza pretese espansionistiche, fu anche la potenza naval-militare di Gaeta. 
Per tutte le altre repubbliche marinare, invece, non si può parlare di una vocazione espansionistica di tipo militare, ma neanche guerresca in senso più ampio: se Amalfi non si sottrasse dall’autorizzare le sue navi ad intraprendere azioni di guerra, sempre però nell’ambito di un preciso accordo con Pisa, Ancona non fu assolutamente interessata ad azioni di offesa, ma pensò primariamente a sviluppare un canale commerciale privilegiato con la capitale dell’impero bizantino e un rapporto quasi gemellare con la repubblica di Ragusa. All’inizio beneficiò anche di un’alleanza con Venezia, che presto però si tramutò in ostilità: sicché per la maggior parte della sua storia di repubblica marinara Ancona dovette più che altro difendersi. La repubblica di Noli invece  crebbe sotto l’egida di quella di Genova, al fianco della quale partecipò ai conflitti contro Pisa e Venezia.

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