mercoledì 27 marzo 2019

Come fare una ricerca - Parte 1

I materiali che si raccolgono per una ricerca sono quelli che, una volta portata a compimento la ricerca stessa, diventano materiali d'archivio. Sono quindi tutti quei ritagli, giornali, schizzi, appunti, libri, fotocopie che sono già serviti una volta per un determinato scopo e potrebbero servire ancora in futuro.


Come scriveva Umberto Eco nel suo famoso saggio sulla composizione della tesi di laurea, non ha importanza che forma possa avere un archivio, o quanto spazio possa occupare. La cosa importante è fabbricarselo, un archivio, e coltivarlo: ossia accrescerlo alla bisogna o sfrondarlo, qualora il materiale (una certa parte di esso) sia diventato inutile. Ciò che continuerà ad essere conservato costituirà, invece, il nucleo dell'archivio.


In fondo, anche per fare una ricerca conta la vecchia regola cinematografica del "girare molto, montare poco". Quando ci si dispone ad occuparsi di un dato tema o argomento, che si sia focalizzato o meno, all'inizio è quasi certo che la nostra motivazione ad approfondire ci porterà, inevitabilmente, ad allargare molto il campo della nostra esplorazione.

In una seconda fase ci toccherà poi selezionare quanto abbiamo raccolto come pionieri, e sulla base di questa selezione strutturare la ricerca.

In seguito, come abbiamo accennato prima, ci toccherà fare un'ulteriore selezione tra i materiali impiegati. Dovremo distinguere, cioè, tra quelli che terremo anche per un uso futuro e quelli che, al contrario, condanneremo al cestino, perché non ci servono più.

Un principio fondamentale è che, in effetti, l'importanza dei materiali di ricerca è assolutamente arbitraria. Dipende dall'interesse del ricercatore e da quanto, effettivamente, egli sa attingere da quel materiale. L'originalità della ricerca, dunque, si fonda innanzitutto sull'originalità del percorso di indagine intrapreso dall'autore.

(continua)

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