lunedì 11 novembre 2019

Ancora su insiemistica e calcio

Come raggruppamento geografico, un girone di un campionato sportivo non è altro che una lega di città rappresentate da squadre.
Nel calcio per esempio la serie A è attualmente una lega di venti squadre (eicosipoli), la serie B una lega di ventidue squadre (dioceicosipoli), mentre i gironi di Lega Pro possono essere, al netto di esclusioni e ripescaggi, leghe di diciotto (octocedecapoli) o venti squadre.
Qualunque possa essere la sua composizione, ogni girone disegna comunque una narrazione storico-grografica con tratti caratterizzanti: è il suo sfondo, che potremmo anche chiamare allocosmo.
Tuttavia, facendo l'esempio della serie A, perché un sistema A sia perfetto è necessario fondamentalmente che nel campionato sia rappresentata la capitale (Roma), la capitale morale e industriale (Milano) e l'antica capitale (Torino), oltre che quella dell'arte (Firenze). Poi, almeno una delle due capitali storiche del sud (Napoli e Palermo), e almeno una delle due più potenti repubbliche marinare (Genova e Venezia).

lunedì 28 ottobre 2019

-Oso e -ico (ed -eo)

Sembra che:
- oso si riferisca alla visione visivo-olfattivo-gustativa;
-ico ed -eo alla percezione tattile-mnemonico-sonora.

Per esempio, se guardiamo gli aggettivi relativi al ferro, notiamo che:
- ferroso si riferisce al metallo sulla base di un eventuale assaggio con le papille ma anche della pesantezza stridente sentita con le orecchie;
- ferreo, o, se si vuole, ferrico, si riferisce al metallo come consistenza ma anche, in senso figurato, come temperamento.  


martedì 15 ottobre 2019

Mini-saggio su Telesio


Per Telesio ogni fenomeno atmosferico è originato da un vapore. Le nevi e le acque (ossia le piogge) sono costituite da vapori spessi, le grandini da vapori ancora più solidi.
I vapori che derivano dalla terra sono caldi, quelli che derivano dall'acqua caldi.
Anche la differenza di tempo che si osserva nel defluire (fuoriuscire) e nel rifluire (ritirarsi) delle varie acque è data una differenza di vapori. Ma la ragione per cui il mare sarebbe salato è che esso ha origine direttamente dal centro della Terra (il "sole della Terra"). 

lunedì 2 settembre 2019

Che cos'è una banconota

La banconota è un prodotto (manufatto) che si può leggere sotto due diversi aspetti: quello cartolare, per cui la banconota viene considerata essenzialmente un biglietto, avente una sua precisa linea grafica; e quello pecuniario, che fa della banconota uno strumento finanziario di scambio.
Le parti costitutive sono:
- l'effigie (sempre completata da uno sfondo);
- l'indicazione di valore;
- l'autenticazione.



La banconota è quindi un biglietto che si differenzia da tutti gli altri proprio perché è provvisto di autenticazione (il fatto che riporti un valore pecuniario, invece, di per sé non è un tratto distintivo). Per quanto riguarda l'effigie e il suo valore, la banconota mutua sostanzialmente dalla numismatica: l'effigie identificativa (il dato personaggio o la data icona che identifica il biglietto) è sul fronte, quella emblematica (l'immagine che ha qualcosa a che fare in modo simbolico o rappresentativo con l'effigie identificativa) è sul retro.



Il banchetto romano

Ancora un brano da quello che sarebbe stato il quaderno di storia romana di "Figurine nella storia" (se l'opera non fosse diventata "I grandi protagonisti della storia"). 



Come per i Greci, anche per i Romani la coena era il pasto principale: la precedevano nell’arco della giornata lo eientaculum (o ientaculum) e il prandium, più frugali. Anche la coena, in origine, seppur più ricca, non era particolarmente sfarzosa: sarà l’influenza dei costumi greci a farne un rito distintivo dei ricchi nelle tre fasi della gustatio (l’antipasto), dei fercula (la cena vera e propria) e dei tragemata (i dessert). Nell’intervallo tra un momento di refezione e un altro gli schiavi della casa, che il padrone distribuiva ad inizio pasto tra i vari convitati perché si prendessero cura di essi in ogni istante della serata, potevano lavare loro i piedi o comunque espletare mansioni relative alla loro igiene (in fig.).

martedì 30 luglio 2019

Clogmo e poppisma

Clogmo (klogmos) sembrerebbe essere lo schiocco con cui cerchiamo di riprodurre, battendo la lingua sul palato, il "cloppiti cloppiti" dei cavalli; poppisma (poppysma) è invece lo schiocco delle labbra che si aprono con lo stesso rumore (botto) del tappo che salta, per richiamare il gatto ma anche per baciare.

lunedì 15 luglio 2019

Francesco Baracca e Luigi Razza


Due uomini di bronzo in posizione stante e atteggiamento fiero, gonfio il petto nell’uniforme, che danno le spalle ad un pilone bianco solenne come un obelisco. Questo è il ritratto di due monumenti: quello a Luigi Razza a Vibo Valentia e quello a Francesco  Baracca a Lugo di Romagna. Sono quasi coetanei: il monumento calabrese è opera di Fortunato Longo, un artista di origine reggina,  ed è datato 1938; la statua lughese, invece, risale al 1936 ed è stata realizzata da uno scultore faentino, Domenico Rambelli. La statua vibonese ebbe l’onore di essere inaugurata dal Duce in persona, nel corso di una visita, rimasta agli annali, in quella città  che per suo stesso impulso da Monteleone mutò nome in Vibo Valentia, in omaggio ai fasti classici. Per la statua di Baracca, invece,  si scomodarono “solo” alcuni dei più importanti gerarchi. Probabilmente contò la statura dei personaggi in rapporto al regime: Luigi Razza fu un fascista della prima ora, e ministro dei Lavori pubblici per i primi otto mesi del 1935. Francesco Baracca, invece, fu un eroe della prima guerra mondiale che il fascismo non l’aveva mai conosciuto.  Poteva essere assunto (e in effetti lo fu) nel pantheon delle figure eroiche pre-fasciste o dei modelli ante litteram del perfetto campione di virtus fascista, ma con le fortune di Mussolini e della sua avventura dittatoriale non ebbe a che fare. Era un conterraneo del Duce, questo sì, ma significava poco o niente.
Così, ad un eroe che contribuisce alla formazione della coscienza fascista si può ben dedicare, anche in linea con la sua identità biografica (Baracca era un asso dell’aviazione), un bel monumento dalla solennità aerodinamica, ma non priva di rimandi a quel simbolismo che piace al Duce. Ragion per cui il piedistallo, simile a un grosso cippo per la verità, su cui è issata la statua di Francesco Baracca ricorda un fascio littorio come lo vedrebbe Botero, mentre a far ombra al simulacro, doveroso omaggio alle prodezze che valgono a Baracca un posto nella storia, ecco possente l’ala di un aereo, talmente stilizzata da sembrare una fusoliera.
Per un eroe organico al fascismo come Luigi Razza, invece, il tono classicista è ancora più alto, ancora più aulico. La statua del vibonese, con il suo piedistallo,  poggia su un grosso blocco di marmo ornato da un bassorilievo degno dell’Ara Pacis. Sicché il basamento della scultura è un vero e proprio altare, di cui il pilastro che protegge le bronzee terga del ministro fascista non è che il prolungamento verticale. E la Vittoria alata che, dalla cima d esso, sembra vegliare sulla memoria di Razza, riconduce l’intera struttura a quella più tipica dei monumenti ai Caduti.